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Telekkommando [ Il peggio di quello che c'è, il meglio di quel che non c'è più ]
 



24 maggio 2006


La biogenesi della iattura, o la iattura della biogenesi

Mi sembra di vederli. Un gruppo di geni attorno ad un tavolo, con la mani schiacciate sulle tempie, gli occhi sulla scrivania e i mozziconi che crescono nei portacenere. Poi uno ha un’illuminazione: “Prendiamo un gruppo di gente. Sconosciuta. Normale. Che non sa neppure cos’è il 25 aprile, per far capire il genere. Li mettiamo in una casa e li filmiamo giorno e notte. Quando dormono, quando russano, quando ruttano, quando si grattano il culo, quando litigano, quando piangono, quando si insultano. Ogni settimana ne facciamo fuori uno, e quello che rimane vince”. Gli altri lo guardano strano e pensano: “E’ ora che cambi lavoro”. Lui intuisce i loro dubbi e li rassicura: “Lo trasmettiamo in Italia”. Allora anche gli occhi degli altri si illuminano. E’ fatta. E’ nato il Grande Fratello. Su misura per un popolo di teleutenti la cui capacità di comprendonio è messa a dura prova da una bombardamento incessante di ciarpame televisivo. E che è pronto ad accogliere un nuovo messia, non riuscendo più a distinguere la realtà dallo spettacolo, oppure a credere che per avere successo nella vita non bisogna saper fare nulla. Assolutamente nulla. Il Grande Fratello è una grossa fabbrica di talenti senza talento. Che campano facendo il trenino la domenica pomeriggio, inaugurando pizzerie, facendosi vedere in discoteca, dando giudizi sul mondo in tv. Perché non conta quanto sai, ma quanto ti conoscono per diventare improvvisamente intelligente. C’è anche qualcuno, ma è una minoranza, che si tira indietro da questa trafila. Come il guerriero Taricone. Uno che nella casa decantava le tette della moglie di Dini, e che fuori si è rivelato uno dei più scaltri. E questo la dice lunga su molte cose. I geni si ritrovano. Ripensano. “E adesso se al posto degli sconosciuti di mettiamo gente conosciuta? Beh, conosciuta… che lo era o lo sarà. E stavolta non li mettiamo in una casa ma su un’isola”. Nasce l’Isola dei famosi. La cellula si divide. E poi si divide ancora, e ancora. E continua a dividersi: chi canta, chi gioca, chi cucina… E le Talpe e le Fattorie. E le feste dei chiusura della Talpe e delle Fattorie. E gli spazi quotidiani. E le trasmissioni per dare i premi ai protagonisti di Talpe e Fattorie (chi ha fatto il rutto più grosso, chi si è grattato di più il culo, chi ha litigato di più). E dal Grande Fratello passano alla Fattoria. E chi canta insegna a cantare a chi cantare non sa. La cellula è impazzita. Non si può più fermare. Ci può salvare solo il telecomando.




permalink | inviato da il 24/5/2006 alle 19:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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